04 ottobre 2012

Gondola

Mi ero appena alzato da un bar dove presi un caffè, una piccola pausa da tre euro e cinquanta... e ormeggiate qui e li gli elementi di paesaggio più ricorrente della laguna veneziana, le chiamo elementi di paesaggio perchè è impossibile immaginare una Venezia senza le gondole, sono come dei risciò acquatici che portano turisti per un caratteristico giro tra i canali. Nonostante la loro lunghezza sono estremamente maneggevoli anche da un solo gondoliere, per via dello scafo piatto e della loro forma asimmetrica.
Pare servano ottanta euro per un giro di sessanta minuti, un po' troppi per le mie tasche.

Walking in Venice

Passeggiando per Venezia, appena attraversato il ponte di Calatrava mi soffermo per prendere i primi appunti sul taccuino, avevo una mappa con alcune cose da non perdere redatta a casa, e questa non c'era, devo solo trovare informazioni a riguardo  :)

Ponte di Calatrava

« Un progetto squisitamente moderno […] ma stilisticamente non fa a pugni con lo scenario, aiutato dal fatto di essere costruito in vetro e marmo dell’Istria, il materiale più usato a Venezia. […] Progettato da Santiago Calatrava, l’architetto spagnolo i cui progetti da Dublino ad Atene, passando per Buenos Aires hanno cambiato la nostra idea circa l’aspetto che deve avere un ponte, quello di Venezia è molto diverso dalle opere che lo hanno reso famoso. È l’essenza della discrezione: nessuna rete di cavi, nessuna rievocazione di arpe, lire o liuti, solo una semplice campata a forma di freccia da sponda a sponda, senza nessun supporto visibile. »
 
Sarà, ma a me non piace, lo trovo molto in contrasto con l'ambiente veneziano, la pedata varia di continuo, rendendo il camminare poco naturale, e il bellissimo vetro francese con la pioggia diventa scivolosissimo, quelli del "the indipendent" lo avranno mai percorso o hanno visto solo i render?Parlando con la gente del posto il ponte di Calatrava era spesso oggetto di discussione, anzi più che dialoghi, erano molologhi di lamentele, l'unico a spendere una parola quasi positiva è stato un ragazzo che ho intrato in Piazza San Marco, che mi disse "si un ponte li ci voleva, però..."

Dolo

Per la rassegna Matite in Viaggio ho trovato ospitalità presso un'amica a Dolo, a trenta kilometri da Venezia, facilmente raggiungibile in autobus, quello che va a Padova
Ero appena arrivato, sveglio dalle quattro e mezza per risalire in aereo lo stivale, e la stanchezza si faceva sentire, dopo essermi perso per la città noto un piccolo ponte, con il mulino ad acqua, e nello stabile che era il mulino un bar. Quale migliore occasione per rifocillarsi degustando un paio di birre artigianali?

16 settembre 2012

Funky Porcini

Succede che piove, e anche tanto, e poi fa caldo, e lo shock termico fa scattare un meccanismo di difesa nel micelio, che fa spuntare gli sporofori per diffondere le spore.
Tesserino in mano, papà si addentra nei boschi a raccogliere porcini, la mamma invece spulcia tra i libri della Parodi per trovare nuovi modi di cucinarli.
I miei impegni mi tengono lontano dalla spedizione di ricerca e anche dai fornelli, mi limito a fare uno schizzo

ps: gnam gnam

12 settembre 2012

Luce

Mio fratello ed io dovevamo recarci di buon mattino a Vulcano, per dare una sistemata in giardino, se non fosse che una comitiva di turisti ha giocato d'anticipo, riempiendo l'aliscafo e lasciando a terra senza biglietti.
Prendemmo così la nave che partì un'ora dopo, nell'attesa della traversata mi misi a girare su e giù per l'imbarcazione, quando il mio occhio è stato catturato da una lampada per esterni, con un interessante sistema di smorzamento delle vibrazioni e guarnizioni

11 settembre 2012

Liotru

« E nella piazza è stata iniziata
davanti alla grande Cattedrale una fontana,
maestosa, ben fatta, ottagonale.
La nobiltà e il popolo con ardore
dalla collocazione di tre tipi di rocce
hanno eretto questa grande fonte alla romana »
(Antonio Zacco, 1735)
Catania, ma solo di passaggio, aspettavo la mattina per rientrare nella mia Lipari, m'incuriosiva vedere la statua dell'elefante, "liotru" come lo chiamano i catanesi, mi sono dovuto fare una camminata non da poco, con l'ipod in mano e le mappe aggiornate per non perdermi tra le vie della città Etnea, l'impatto è molto scenografico, pochi faretti illuminano lo spazio circostante dandogli una misteriosa e pomposa atmosfera.
Poca gente intorno a me, prendo il taccuino e comincio a disegnare tranquillo, per poi sedermi in uno dei tanti locali che animano la vita notturna della città. Con la stanchezza che incalzava, sveglio un tassista per farmi portare a casa, e combatto con il portone che non ne voleva sapere di farmi entrare